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Conversione in legge del Decreto Dignità - Le regole per i contratti a termine

Dal 12 agosto il Decreto Dignità è provvedimento in vigore nel testo definitivo, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 186 dell’11/08/2018 della Legge n. 96 del 09/08/2018.

Di seguito riproponiamo la nostra informativa dello scorso 20 luglio integrata con le modifiche introdotte dalla legge di conversione, che comunque non ha modificato in nulla l’impostazione iniziale.
Di fatto, la sola novità (se si eccettua l’esclusione dei lavoro stagionali) è l’introduzione di un periodo transitorio, che creerà certamente non poca confusione ed incertezze di qui a fine ottobre (termine del periodo transitorio medesimo).
Il Ministro del Lavoro ha preannunciato una circolare esplicativa: c’è da augurarsi che arrivi prima della fine del periodo transitorio.

INVARIATO

DURATA MASSIMA COMPLESSIVA

  • La durata massima dei contratti a tempo determinato senza causale è stata ridotta da 36 a 12 mesi;
  • La durata massima dei contratti con causale, reintrodotta dal decreto, è di 24 mesi.

Per il calcolo del periodo si guarda a tutta la storia lavorativa tra il lavoratore e lo stesso datore di lavoro, comprese le missioni di lavoro somministrato, considerando solo le mansioni di pari livello.

INVARIATO

PROROGHE E RINNOVI

Il numero dei rinnovi nei 24 mesi rimane illimitato, ma viene ripristinato l’obbligo di indicazione della causale, anche se tale rinnovo cade nei primi 12 mesi di tempo determinato.

Il numero di proroghe consentite viene ridotto da 5 a 4 totali nell’arco dei 24 mesi.
Le proroghe possono essere prive di causale, ma solo nei primi 12 mesi.
Oltre i 12 mesi anche le proroghe devono contenere la causale.

È opportuno ricordare la differenza tra proroga e rinnovo di un contratto a termine.
Per proroga si intende il rinvio del termine stabilito nel contratto, con il consenso del lavoratore e ferme restando le iniziali pattuizioni (ad es. la mansione) pena l’inefficacia della proroga stessa.

Per rinnovo si intende la stipulazione di un contratto ex novo, trascorso lo stacco di 10 (per contratti di durata fino a 6 mesi) o 20 giorni (per contratti superiori ai sei mesi), previsto dal D.Lgs 81/2015 (pena la trasformazione a tempo indeterminano).

INVARIATO

CAUSALI AMMESSE

La lettera di assunzione, in caso di rinnovo o al superamento della durata di 12 mesi, deve contenere l’indicazione della causale, dunque la specificazione di esigenze ricorrenti tra le seguenti previste dalla norma:

  • temporanee e oggettive, estranee all'ordinaria attività, ovvero esigenze sostitutive di altri lavoratori;
  • connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell'attività ordinaria.
INVARIATO

CONTRIBUZIONE AGGIUNTIVA

Per ogni singolo rinnovo di un contratto di lavoro a tempo determinato, è previsto un contributo previdenziale aggiuntivo pari allo 0,5% che va a sommarsi al contributo di finanziamento della NaspI, già in vigore e pari all’1,40%.

INVARIATO

SANZIONI

Il superamento del limite dei 24 mesi, l’assenza della causale dove obbligatoriamente prevista e il superamento delle 4 proroghe concesse, produce automaticamente la trasformazione del contratto a tempo indeterminato.

NOVITÀ

PERIODO TRANSITORIO

È previsto un periodo trasnsitorio fino alla fine del mese di ottobre: quindi tutta LA NUOVA NORMATIVA ENTRERÀ IN VIGORE A TUTTI GLI EFFETTI DAL 1 NOVEMBRE 2018.
Peraltro, non essendo meglio specificato, si dovrebbero produrre i seguenti casi, premesso che restano molti dubbi operativi:

  1. CONTRATTI A TERMINE STIPULATI ENTRO IL 13/07/2018 (giorno prima dell’entrata in vigore del decreto dignità nel testo originario); si applica quanto prevsito dal D. Lgs. n. 81/2015: cioè, tetto di 36 mesi. Quindi, i contratti in corso possono proseguire fino alla scadenza iniziale prevista.
    Proroghe e rinnovi continuano a non richiedere causali fino a tutto il 31 ottobre p.v.: quindi, le proroghe restano in numero massimo di cinque; e sono possibili i rinnovi (fermi restando i tempi di intervallo di 10 o 20 giorni, a seconda della durata iniziale del contratto).
    Va ribadito, purchè proroghe e rinnovi avvengano entro la fine del periodo transitorio.
  2. CONTRATTI A TERMINE STIPULATI DAL 14/07/2018 ALL’11/08/2018 (data ultima prima dell’entrata in vigore della legge di conversione): si applicano le norme del decreto dignità nel testo originario.
  3. CONTRATTI A TERMINE STIPULATI TRA IL 12/08/2018 (data di entrata in vigore della legge di conversione) E IL 31/10/2018 (fine del periodo transitorio): anche per questi contratti sembra che si applichino per quanto riguarda proroghe e rinnovi le vecchie regole del jobs act. Quindi, anche in questo caso, proroghe e rinnovi continuerebbero a non richiedere causali ed a seguire le vecchie regole (ma è opportuno attendere chiarimenti ministeriali).
    Viceversa, un nuovo contratto a termine stipulato nel periodo transitorio ha una durata massima di 24 mesi, e si applicano le regole sulle causali, se oltre i 12 mesi.
  4. DAL 1 NOVEMBRE p.v. TUTTE LE ASSUNZIONI, RINNOVI E PROROGHE SEGUONO LE NUOVE REGOLE FISSATE DALLA LEGGE DI CONVERSIONE.
NOVITÀ

ESCLUSIONE DEL LAVORO STAGIONALE

La nuova normativa non si applica in caso di attività stagionali. Le attività stagionali restano quelle definite dal D.P.R. n. 1525/1963, in attesa della promessa di un nuovo decreto che ridefinisca quali attività vi rientrino.

NOVITÀ

PRESTAZIONI OCCASIONALI

Tornano in campo i voucher, ma solo per il settore agricolo, per alberghi e strutture ricettive che occupano fino a 8 dipendenti e per gli enti locali, previa comunicazione di data e numero di ore di lavoro presunte da effettuarsi per un arco temporale massimo pari a 10 giorni di utilizzo.
In particolare, nel settore agricolo, il limite massimo di 4 ore continuative di prestazione può essere commisurato con riferimento al suddetto arco temporale, anziché alla singola giornata.
I voucher possono essere usati solo per pagare "le prestazioni rese da pensionati, studenti under 25, disoccupati e percettori del reddito di inclusione o di altre forme di sostegno al reddito".

CONSIDERAZIONI FINALI

È perfin troppo facile sottolineare i dubbi operativi circa il periodo transitorio.
Ancor di più per le causali: ci pare opportuno suggerire di non incorrere nel rischio di interpretare ed applicare le norme relative alle causali relative alle esigenze temporanee e oggettive, estranee all'ordinaria attività, o per incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell'attività ordinaria. Che cosa significhino è quanto mai arduo comprenderlo.
Se si vogliono evitare molto probabili contenziosi, il termine ultimo dei dodici mesi resta un limite invalicabile; oltre cui la conversione del contratto a tempo indeterminato resta un rischio costante.
Con buona pace dell’obbiettivo di favorire l’occupazione.

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