LAVORO E PREVIDENZA: le ultime novità

L’approvazione del cosiddetto “Decreto semplificazioni” contiene pochi argomenti che interessano il mondo del lavoro, ma comunque positivi. A questi però, si accompagnano altre novità operative che aumentano ancora il peso della burocrazia, novità di cui non sentivamo il bisogno.

24 MESI PER SANARE L’OMESSO VERSAMENTO DELLE RITENUTE PREVIDENZIALI

Legge di conversione del Decreto semplificazioni approvata in via definitiva il 7 febbraio c.a.

Nel “Decreto semplificazioni” è previsto che il termine per sanare, senza incorrere in ipotesi di reato, il mancato versamento delle ritenute previdenziali a carico del lavoratore venga esteso da tre a ventiquattro mesi.

Vediamo in sintesi, le regole.

Il datore di lavoro, nella sua qualità di sostituto d’imposta, è responsabile del versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali trattenute in busta paga al lavoratore.

Il mancato versamento alle scadenze di legge di queste ritenute configura due diverse conseguenze:

La conversione in legge del “Decreto semplificazioni” fa dunque sì che il datore di lavoro abbia più tempo per sanare l’omesso versamento prima che si configuri l’ipotesi di reato, nel caso in cui il mancato versamento sia superiore a 10.000,00 euro annui.

LIBRO UNICO LAVORO: SOPPRESSO L’OBBLIGO DELL’INVIO TELEMATICO

Legge di conversione del Decreto semplificazioni approvata in via definitiva il 7 febbraio c.a.

Sempre nel “Decreto semplificazioni” è prevista l’abrogazione dell’obbligo sancito dall’articolo 14 del D. Lgs. n. 151/2015 (uno dei tanti decreti del renziano Job Act) dell’invio del LUL mensile al Ministero del Lavoro.

L’obbligo avrebbe dovuto decorrere dal 1 gennaio 2017,e poi dal 1 gennaio 2019.

Come per tanti altri normativi è d’uso che il legislatore demandi a futuri decreti ministeriali l’attuazione delle norme. In questo caso, il decreto non è mai stato emanato: qualunque sia la ragione che ha portato il Ministero a non procedere, non possiamo che esserne riconoscenti.

PER I TIROCINI OBBLIGATORIA LA MARCA DA BOLLO

Disposizione Regione Piemonte del 4 febbraio 2019

La Regione Piemonte richiede che tutte le convenzioni relative ai tirocini di qualsiasi natura scontino l’imposta di bollo prevista dall’articolo 2 del DPR n. 642 del 1972. Tutto ciò a valere dai tirocini sottoscritti dal 1 febbraio 2019.

Mentre si rimanda alla lettura della relativa Disposizione inviata a tutti i soggetti promotori, non ci resta che sottolineare il costo non indifferente (Vedasi Tariffa Articolo 2 del citato DPR): euro 16,00 per “ogni foglio”. Sarà opportuno scrivere le convenzioni in caratteri quanto più piccoli possibile.

OBBLIGO DI INDICARE NEGLI UNIEMENS LA QUALIFICA PROFESSIONALE DEL LAVORATORE

Messaggio INPS n. 208 del 17 gennaio 2019

Il Messaggio prevede:

Al fine di individuare le mansioni svolte dal lavoratore e rendere più agevole e veloce l’istruttoria per il riconoscimento dei requisiti che danno diritto ai benefici sopra citati, con il presente messaggio si comunica che il flusso Uniemens è stato integrato con l’elemento <QualProf> ove dovrà essere valorizzata, a decorrere dalla competenza febbraio 2019, la Qualifica professionale ISTAT (CP2011) corrispondente alle mansioni realmente esercitate dal lavoratore nel mese.

Cerchiamo di comprendere la portata dell’obbligo e le conseguenze operative.

È fuor di dubbio che nello specificare le mansioni attribuite al dipendente spesso ci si limita a indicare (dapprima sulla lettera di assunzione e poi, nelle buste paga mensili) definizioni generiche e talvolta anche improprie o fuorvianti. A parte possibili contenziosi con i lavoratori, tutto ciò poco incide generalmente (ma non sempre) sul piano previdenziale. Da qui, scarsa attenzione.

Il Messaggio INPS però, preannuncia un cambio di rotta: dalla domanda di pensione, a informazioni, attualmente richieste al datore di lavoro, per gli effetti previdenziali che possono determinare (sgravi, benefici, esodi massivi, ecc.), la conoscenza delle effettive mansioni svolte può essere molto rilevante.

L’INPS precisa che la mancata valorizzazione del suddetto elemento verrà segnalato dal Software di Controllo Uniemens con un errore di tipo “Warning”, cioè a dire non bloccherà la procedura di trasmissione dei dati. Almeno per il momento…….

Essere più precisi nell’indicare le mansioni svolte dal lavoratore costituisce comunque un obbiettivo nell’interesse del datore di lavoro.

L’INPS precisa che per l’individuazione della mansione bisogna fare riferimento alla Qualifica professionale ISTAT (Classificazione Professioni 2011): e a questo punto le cose si complicano.

L’accesso alla classificazione è agevole: basta collegarsi al sito :

https://www.istat.it/it/archivio/18132

La ricerca più favorevole è quella tramite la cosiddetta “classificazione navigabile”. Peraltro, le professioni individuate per “grandi gruppi”non aiutano particolarmente. Si consiglia quindi, utilizzare la “ricerca libera”.

SEGNALIAMO AI CLIENTI DELLO STUDIO ALTEA CHE INVIEREMO LORO QUANTO PRIMA UN PROSPETTO IN FORMATO EXCEL CON L’INDICAZIONE DELLA MANSIONE DI OGNI LAVORATORE IN FORZA. TALE PROSPETTO CI DOVRÀ ESSERE RESTITUITO CON L’INDICAZIONE PUNTUALE DELLA MANSIONE SVOLTA, INDIVIDUATA NELLA CLASSIFICAZIONE PROFESSIONI 2011.

Disposizioni apposizione marca da bollo

Messaggio INPS n. 208 del 17_01_2019

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