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CRISI D’IMPRESA: LE NUOVE REGOLE

Parte seconda: LE PROCEDURE DI ALLERTA DELLA CRISI.

Con la nostra precedente Informativa dell’8 marzo scorso abbiamo svolto alcuni primi approfondimenti sulle novità societarie, che la riforma della legge fallimentare di imminente entrata in vigore (16 marzo successivo) stava per introdurre: in particolare, l’estensione significativa dell’obbligo di nomina nelle S.r.l. e nelle cooperative dell’organo di controllo. Avevamo anche sottolineato che la riforma introduceva l’obbligo di prevedere procedure d’allerta della crisi fondate soprattutto su assetti aziendali organizzativi, contabili ed ammnistrativi, tali da consentire di prevenire lo stato di crisi. Con questo secondo approfondimento iniziamo ad esaminare in che cosa dovranno consistere le procedure interne di allerta.

Il nuovo Codice delle crisi d’impresa richiede che l’imprenditore societario adotti delle procedure atte a identificare le difficoltà economiche, al fine di poter adottare interventi atti a scongiurare o limitare l’effettivo insorgere della crisi.

Il legislatore ha così definito la crisi: lo stato di difficoltà economico-finanziaria che rende probabile l’insolvenza del debitore, e che per le imprese si manifesta come inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici a far fronte regolarmente alle obbligazioni pianificate. che coinvolgeranno la grande platea di tutte le piccole medie aziende,

L’imprenditore deve sempre tenere presente che l’assetto organizzativo della sua impresa deve essere adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, ciò al fine di garantire un controllo costante e continuativo nel tempo su:

  • la sussistenza dell’equilibrio economico-finanziario;
  • il prevedibile andamento della gestione.

Ma, aldilà dei compiti ed obblighi dell’imprenditore, il nuovo Codice della crisi individua, ed è questa novità di assoluto rilievo, due soggetti in capo ai quali compete l’obbligo di allertare la crisi:

  • uno interno: L’ORGANO DI CONTROLLO;
  • uno esterno: L’AGENZIA DELLE ENTRATE, L’INPS E L’AGENTE DELLA RISCOSSIONE.

I soggetti esterni in particolare, devono avvisare l’imprenditore che la sua esposizione debitoria ha superato una specifica soglia di rilevanza stabilità per legge.

Vediamo come dovranno operare.

L’Organo di controllo, oltre a valutare costantemente l’adeguatezza dell’assetto organizzativo dell’impresa, la sussistenza dell’equilibrio economico-finanziario e il prevedibile andamento della gestione, nel caso rilevi fondati indizi della crisi d’impresa, ha l’obbligo di segnalare immediatamente tali indizi all’organo amministrativo. Tale segnalazione deve essere motivata, fatta per iscritto e inoltrata a mezzo PEC, o con qualsiasi altro mezzo idoneo ad assicurare la prova dell’avvenuta ricezione, e deve contenere un termine congruo (non superiore a 30 giorni) entro il quale l’organo amministrativo deve riferire in ordine alle soluzioni individuate e alle iniziative intraprese per superare i rilievi posti dall’Organo di controllo.

Qualora, entro i successivi 60 giorni l’organo amministrativo dell’impresa non fornisca risposte adeguate, l’Organo di controllo dovrà procedere ad informare l’OCRI (vedi riquadro successivo) fornendo ogni elemento utile per le determinazioni che l’OCRI stessa dovrà adottare.

I soggetti esterni invece (Agenzia delle Entrate, INPS e Agente della Riscossione) dovranno avvisare l’imprenditore debitore, qualora l’esposizione debitoria dell’azienda superi una determinata soglia. È fuor di dubbio che tali soggetti agiranno con sollecitudine, dal momento che la norma prevede in caso di inadempienza la perdita del diritto di prelazione sul credito vantato nei confronti del debitore.

Il debitore avvisato avrà tempo 90 giorni per estinguere integralmente il proprio debito o provvedere a rateizzarlo secondi le modalità previste dai diversi soggetti.

Trascorso infruttuosamente tale termine, anche questi soggetti esterni, così come l’Organo di controllo, dovranno segnalare il tutto all’OCRI.

Di seguito, segnaliamo le soglie di debito oltre le quali i soggetti esterni dovranno procedere.

 OBBLIGO DI SEGNALAZIONE ALL’OCRI

SOGGETTO OBBLIGATO 

A QUALE DEBITI SI RIFERISCE

DEBITO SCADUTO E NON VERSATO

 

 

AGENZIA DELLE ENTRATE

 

 

 

Liquidazione periodica iva

 

pari ad almeno il 30 per cento del volume d'affari del medesimo periodo

e

a) non inferiore a euro 25.000 per volume d'affari risultante dalla dichiarazione modello IVA relativa all'anno precedente fino a 2.000.000 di euro,

b) non inferiore a euro 50.000 per volume d'affari risultante dalla dichiarazione modello IVA relativa all'anno precedente fino a 10.000.000 di euro,

c) non inferiore a euro 100.000, per volume d'affari risultante dalla dichiarazione modello IVA relativa all'anno precedente oltre 10.000.000 di euro.

INPS

Ritardo di oltre sei mesi nel versamento dei contributi

ammontare superiore alla metà di quelli dovuti nell'anno precedente e superiore alla soglia di euro 50.00

AGENTE DELLA RISCOSSIONE

Debiti affidati per la riscossione scaduti da oltre 90 giorni

imprese individuali

euro 500.000.

imprese collettive

euro 1.000.000

Occorre sottolineare che, una volta a regime (cioè dopo il 15 agosto 2020), la norma lascerà dei tempi molto ristretti all’imprenditore, prima che della propria crisi venga investito l’OCRI.

In sintesi, vediamo che cosa sarà questo nuovo soggetto.

L’OCRI

DOVE È COSTITUITO

Presso le Camere di Commercio 

 DEFINIZIONE

 Organismo di composizione della crisi d’impresa 

COMPITI

Gestire e rendere più semplice la fase di individuazione delle misure d’allerta

Gestire il procedimento di composizione assistita della crisi

COMPOSIZIONE

 Ne fanno parte tre esperti ed il segretario della Camera di Commercio 

L’introduzione di questo organismo rappresenta una delle principali novità della riforma. Ha compiti stragiudiziali e volti ad incentivare l’emersione della crisi ed una sua composizione prima di ogni ipotesi di liquidazione giudiziale.

L’OCRI, entro il termine di 15 giorni dalla ricezione delle segnalazioni o dell’istanza del debitore dovrà convocare le parti, acquisire i dati e le informazioni necessarie per poter procedere.

Quindi il lavoro del Collegio potrà concludersi con l’archiviazione del procedimento, quando ritenesse la non sussistenza della crisi. Diversamente, se sulla base dei dati acquisiti venisse invece accertata l’esistenza della crisi, il collegio dovrà individuare con il debitore, le possibili misure per porre rimedio alla situazione di crisi e fissare un termine, entro il quale il debitore dovrà riferire sulla attuazione delle misure dirette a rimediare alla situazione di crisi.

Nel caso in cui il debitore non possa o non intenda procedere alla soluzione della situazione debitoria così accertata, l’OCRI effettuerà la segnalazione dell’insolvenza del debitore al Pubblico Ministero presso il Tribunale competente per l’apertura della liquidazione giudiziale.

 

Per saperne di più, potete contattare i nostri revisori legali di riferimento: dott.ssa Erica Lo Monaco e dott. Ettore Altea all’indirizzo e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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